Personalità multiple e memoria. Quanto c'è di vero?

Numerosi film hanno trattato il caso di persone che presentano "personalità multiple", cioè scisse in modo tale che una personalità è buona e l'altra cattiva: più in generale, una personalità non ricorda le esperienze dell'altra, come se lo stesso corpo fosse abitato da due menti diverse, non in contatto tra loro. Quanto c'è di vero?
La risposta di Alberto Oliveiro:
Gli psichiatri che hanno studiato in questi anni diversi casi di personalità multipla hanno individuato spesso l'esistenza di una causa scatenante, un trauma infantile -violenza, morte dei genitori, abuso sessuale- che il bambino può tentare di superare o compensare attraverso l'elaborazione fantastica di una figura immaginaria: un ipotetico compagno di giochi, un nanetto benevolo, un angelo, un rivale amico, un eroe dei fumetti cui egli si rivolge e con cui dialoga, scaricando le proprie tensioni. Ma questo "alter ego" può ad un certo punto coabitare stabilmente nella mente infantile e stabilizzarsi in una sorta di seconda personalità, frutto di una vera scissione dell'io. Questa spiegazione, che privilegia l'evento traumatico nella genesi delle dissociazioni della personalità e delle personalità multiple, viene sostenuta soprattutto dagli psicanalisti, ma meno dagli psichiatri di orientamento biologico che invece vanno alla ricerca di un "disturbo" a livello dei circuiti nervosi, di un'alterazione delle strutture su cui si basano i rapporti tra memoria ed emozione e tra memorie implicite ed esplicite. Queste due diverse spiegazioni della personalità multipla non sono necessariamente incompatibili l'una con l'altra in quanto il trauma emotivo potrebbe innescare delle reazioni anomale nel cervello di una persona. Ciò su cui invece si concentrano gli studiosi del cervello sono i motivi per cui si instaura quella "barriera" della memoria che separa le due -o più- diverse personalità, cioè il fatto di ricordare quanto é avvenuto in uno stato psichico e non nell'altro.

La personalità multipla si basa infatti su memorie "stato-dipendenti", simili a quelle che abbiamo visto verificarsi anche sotto l'influenza di alcuni farmaci ipnotici, droghe e alcol, in cui le esperienze non sono totalmente "accessibili" nello stato normale; esse sembrano dimenticate o sepolte nei meandri del cervello ma in realtà possono riemergere quando si ritorna a quello stato fisiologico, cioè quando un individuo é di nuovo sotto l'effetto dell'ipnosi, dell'alcol o della droga. Questo stato di amnesia selettivo o "stato-dipendente" non riguarda la memoria nella sua globalità ma un particolare aspetto della memoria, quella "implicita": è quanto avviene nelle personalità multiple in cui le memorie implicite, legate a un evento emotivamente disturbante, non arrivano a manifestarsi che in alcune condizioni, sotto la spinta di una forte emozione o quando il controllo della coscienza viene meno. Le personalità multiple, pur essendo uno dei temi che più colpiscono i profani per il blocco che caratterizza due diversi sistemi della memoria e della coscienza, non sono però talmente frequenti quanto le dipingono il cinema e i media, al punto che alcuni psichiatri le ritengono casi estremamente rari e invitano ad accertare che non si tratti di vere e proprie simulazioni.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)