Perché cala la memoria?

Come ogni apparecchio di registrazione, anche il cervello – di tanto in tanto – può incepparsi. Per questo, a qualunque età, la memoria è lungi dall’essere perfetta. A tutti capita di dimenticare dove si sono messe le chiavi di casa o di scordarsi un appuntamento. E’ normale, fa parte della vita. Ma a partire dall’età di 45 anni circa, è necessario effettivamente più tempo per riportare i ricordi alla mente. Invecchiando, abbiamo anche bisogno di più tempo e di maggiore impegno per elaborare nuove informazioni.

Dopo i 60 anni, molti iniziano ad avere le tipiche amnesie da “punta sulla lingua”, cioè la difficoltà a riportare alla mente parole di uso comune e assai familiari. Col passare degli anni possono esservi anche problemi nel ricordare elenchi, indicazioni e persino i sogni.

In generale, questi mutamenti sono solo piccoli fastidi e assai raramente rappresentano il segnale di un reale deterioramento del cervello. Non se ne conosce con precisione la causa, ma alcuni ricercatori sospettano che la minore sensibilità dell’udito, della vista e di altri sensi possa compromettere la capacità di conservare i ricordi e di riportarli alla mente. La capacità di memoria viene alterata anche da gravi sconvolgimenti emotivi, quali lo stress e la depressione, nonché da particolari farmaci come i medicinali da banco contro il raffreddore e l’insonnia. Contribuiscono inoltre al problema l’eccesso di informazioni e la mancanza di regolarità nello stile di vita.

Memorizzare richiede tranquillità, concentrazione, attenzione. E’ sbagliato cercare di fare tante cose nello stesso momento ed aspettarsi poi di avere archiviato correttamente tutte le informazioni nella nostra mente. La memoria richiede tempo.

Poi ci sono gli ormoni. Gli estrogeni, in particolare, sembrano concorrere ad alcune funzioni della memoria. In uno studio condotto presso la McGill University del Quebec si è riscontrato che le donne in terapia estrogenica post-menopausa avevano prestazioni mnemoniche superiori rispetto a quelle che non avevano seguito la terapia.

Talvolta i problemi di memoria derivano anche da carenze nutrizionali. Spesso chi vive solo – e in modo particolare le persone anziane – non consuma pasti regolari e mangia male, con conseguenze potenzialmente gravi sulla capacità di pensare e di ricordare.

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Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)