Muoversi di più per stare meglio.

Le memorie dotate di significato non dipendono soltanto da una mente linguistica ma anche da una mente che dipende da sensazioni e movimenti, un fatto che viene spesso dimenticato e che porta a dare minore importanza agli aspetti concreti della nostra esistenza e delle nostre esperienze. Ecco, ad esempio, un esperimento che sottolinea l'importanza degli aspetti non-linguistici nelle memorie semantiche: ad alcuni volontari sono state mostrate figure di animali e di oggetti e sono state misurate le variazioni dell'attività del cervello in diverse aree della corteccia utilizzando la tecnica della PET che indica quali parti di quest'organo siano più attive in quanto "lavorano" di più. Il riconoscimento visivo degli animali e degli oggetti inanimati induceva un aumento simile dell'attività della parte inferiore del lobo temporale e occipitale, le strutture addette alla percezione visiva e al riconoscimento delle forme, animate o inanimate che siano; gli oggetti inanimati, però, stimolavano anche l'attività della cosiddetta corteccia premotoria, l'area corticale che pianifica i movimenti. Quindi, riconoscere un oggetto, cioè attivare la memoria che ne abbiamo, dipende da quelle aree cerebrali che servono per pianificare i movimenti, dalle azioni che faremmo se usassimo quell'oggetto o strumento.

Il modo in cui classifichiamo le memorie semantiche, o in parole più semplici il modo in cui la nostra mente suddivide la realtà in diverse categorie, non passa quindi soltanto attraverso il linguaggio, lo strumento di classificazione per eccellenza, ma attraverso aspetti più concreti e materiali, cioè le azioni e i movimenti che noi compiamo quando manipoliamo il mondo che ci circonda, quando usiamo strumenti, tocchiamo gli oggetti, ci spostiamo ecc. La memoria semantica, cioè il modo in cui definiamo ogni aspetto della realtà, dipende quindi anche dal modo attivo in cui esploriamo il mondo, il che può esserci utile per potenziare alcuni aspetti della memoria.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)