Il caso GR. La petite madeleine.

19 marzo 1992. GR – un pittore e critico d’arte italiano, uomo di profonda cultura e sensibilità artistica – si sveglia in un profondo stato confusionale. Non riesce a muovere il braccio destro e parla con difficoltà. Ha sessantasette anni, ma non si ricorda nulla di sé: non il suo nome, la sua identità, il proprio passato. Il vuoto. Lo portano all’ospedale e i medici diagnosticano una lesione al talamo sinistro causata da un ictus.

Il suo caso entrerà nella storia della psicologia cognitiva e dello studio della memoria perché GR per oltre un anno non ricorderà nulla del proprio passato. Vede moglie e figli e non li riconosce, passeggia per Milano (la sua città) come se fosse la prima volta che la vede, non sa che lavoro facesse, dove fosse nato. Acquisisce progressivamente una conoscenza del passato grazie ai racconti di familiari ed amici, ma è una conoscenza che lui giudica “rimasticata” e che non muove dentro di lui alcun ricordo. GR soffre di quello che i neuropsicologi chiamano amnesia retrograda (capacità di ricordare il proprio passato antecedente un certo evento traumatico, dal punto di vista fisiologico o psicologico), associata ad una amnesia anterograda (non riesce a ricordare nemmeno le esperienze in corso, i fatti quotidiani e di nuova formazione).

Sarà solo dopo un anno, durante un intervento eseguito in anestesia locale (per l’impianto di un pace-maker), che GR comincerà a ricordare di essersi già trovato in una situazione analoga, venticinque anni prima, per un intervento di ernia. Da quel momento, un fiume di ricordi hanno inondato la sua testa, prima in maniera caotica e turbinosa, poi in maniera sequenziale e ordinata.

Il caso di GR è unico, perché prima di lui non si era mai registrata una perdita assoluta ed immediata di memoria seguita – a così grande distanza – da un recupero altrettanto immediato (si era registrato in un solo altro caso, in cui però l’amnesia era durata circa un mese). I neurologi hanno parlato di “fenomeno delle petites madeleines”, rifacendosi al celeberrimo episodio di Proust in cui il profumo di una madeleine (un piccolo dolce francese) riporta alla memoria ricordi strutturati e ricchissimi di un passato solo apparentemente dimenticato.

Per approfondimenti: Lucchelli F., Muggia S. e Spinnler H., 1995, “The Petit Madeleines” phenomenon in two amnesic patients: Sudden recovery of forgotten memories, Brain, 118: 167-183
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Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)