Il mondo della memoria

Il mondo dei vecchi, di tutti i vecchi, è, in modo più o meno intenso, il mondo della memoria. Si dice: alla fine tu sei quello che hai pensato, amato, compiuto. Aggiungerei: tu sei quello che ricordi… nella rimembranza ritrovi te stesso, la tua identità, nonostante i molti anni trascorsi, le mille vicende vissute.

Recentemente ho detto a un vecchio amico: vado giù, sempre più giù. Mi ha risposto, con aria lievemente beffarda: sono vent’anni che me lo dici. La verità è che – ma è difficile farlo capire a chi è più giovane – la discesa verso il nessun luogo è lunga, più lunga di quel che avrei mai immaginato, e lenta, tanto da apparire quasi impercettibile (ma non a me). La discesa è continua e, quel che è peggio, irreversibile: scendi un piccolo gradino per volta, ma posto il piede sul gradino più basso, sai che sul gradino più alto non tornerai.

La sensazione che provo nell’essere ancora vivo è soprattutto di stupore, quasi di incredulità.

L’idea nuova appare quasi un’intrusa, che cerca di entrare in un luogo già affollatissimo dove non c’è più posto.

Da: Norberto Bobbio, De Senectute e altri scritti autobiografici. Einaudi, 1996

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)