Il fragile potere della memoria.

"Ormai siamo abbastanza informati su come vengono immagazzinati e recuperati i ricordi per demolire un’altra leggenda di vecchia data: i ricordi come registrazione passiva o letterale della realtà. Molti ancora li considerano una semplice serie di fotografie riposte nell’album della mente. Eppure è ormai chiaro che le istantanee delle nostre esperienze passate risentono del giudizio, anzi sono legate al significato, al senso e alle emozioni che quelle esperienze ci hanno offerto. Pur verificandosi relativamente di rado, i gravi errori o le distorsioni forniscono indizi significativi sul nostro modo di ricordare il passato perché nascono da alcune proprietà fondamentali dei nostri sistemi mnestici, offrendo al contempo una prospettiva sul loro funzionamento.

Una proprietà di primaria importanza è l’impossibilità di scindere i ricordi degli eventi attualmente in corso nella nostra vita da quanto ci è accaduto in precedenza. Immaginate che due persone vengano legate insieme per un dato periodo di tempo in modo che ciascuna sia testimone soltanto di quanto ha visto l’altra, che possa leggere soltanto quello che ha letto l’altra, imparare soltanto quello che ha imparato l’altra, e vivere le stesse esperienze emotive vissute dall’altra. A meno che non si tratti di personalità identiche con passati identici, i ricordi che queste due persone serberanno del periodo di tempo in questione potrebbero essere diversissimi. Quanto ci è accaduto in passato determina quanto ricaviamo dagli incontri quotidiani della vita; i ricordi sono registrazioni di come abbiamo vissuto un evento, non repliche dell’evento stesso. Le esperienze vengono codificate dalle reti cerebrali dotate di collegamenti già formati dai precedenti incontri col mondo. Le conoscenze preesistenti influenzano notevolmente la codifica e l’immagazzinamento dei nuovi ricordi, contribuendo in tal modo alla natura, alla composizione e alla qualità di quanto ricorderemo di quel momento.

Non c’è da stupirsi se queste e altre intuizioni ci abbiano insegnato molto sulla vulnerabilità della memoria: perché a volte i nostri ricordi si lascino corrompere da influenze suggestive, e ci capiti di distorcere il passato per ragioni che a prima vista non appaiono ben chiare. Cominciamo a capire perché certi ricordi hanno il potere di farci venire da piangere, da ridere o ci facciano tremare. Ancora non possiamo affermare di avere un quadro completo del funzionamento della memoria umana, ma dopo secoli avari di successi, stiamo cominciando a riordinare i tanti tasselli del puzzle."



Da: Daniel Schacter, Alla ricerca della memoria, Einaudi, 2001.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)