Il caso di Phineas P. Gage

È il primo e certamente il più famoso caso nel campo delle neuroscienze. Antonio Damasio ha iniziato il suo libro L’errore di Cartesio raccontando quanto successe a Gage: lo considera il punto di inizio della rivoluzione copernicana che sta avvenendo nel mondo delle scienze umane (dalle neuroscienze alla psicologia fisiologica e cognitiva). L’errore di Cartesio è stato separare radicalmente il corpo dalla mente: cogito ergo sum, penso quindi sono, io sono il mio pensiero e il mio corpo è qualcosa di distaccato da me (o meglio collegato da una presunta ghiandola pineale). Phineas Gage dimostra incontrovertibilmente il contrario: corpo cervello mente comportamento ed identità sono strettamente collegati e qualsiasi tentativo di separarli è euristicamente fuorviante e poco utile.

Cosa è successo dunque a Phineas Gage, per riuscire a ribaltare il modo in cui gli studiosi studiano noi e il nostro corpo? Phineas Gage era un caposquadra che nel 1848 lavorava alla costruzione di una ferrovia in Vermont. Era un uomo giovane ed affidabile, serio, molto rispettato sia dai suoi capi, che dai suoi subalterni. Parte del suo lavoro consisteva nel fare brillare rocce affioranti lungo il tragitto, in modo da rendere più lineare il percorso dei binari. Un giorno, mentre stava preparando l’esplosivo, inavvertitamente - per una mossa avventata - questo esplode e una barra di ferro trapassa il cranio di Gage. Rimane miracolosamente vivo, ma ha un foro dalla guancia sinistra al lobo prefrontale della corteccia cerebrale. Non perde la conoscenza, continua a parlare e a muoversi. Nel giro di poche settimane le ferite si cicatrizzano, recupera l’energia e torna al lavoro. Ma non è più la stessa persona. L’incidente l’ha trasformato in un uomo collerico, inaffidabile, incline alle bugie e ad assumere atteggiamenti bizzarri e autodistruttivi. Si ritirerà dal lavoro e raggiungerà la sorella e la madre. La sua personalità continuerà a cambiare e non ritornerà più l’uomo che era stato prima di quell’infelice giorno. Non c’è un salto di memoria nella sua vita: Phineas non si rende conto di essere cambiato, è un’altra persona ma non sa chi fosse stato prima dell’incidente. Morirà nel 1861 (tredici anni dopo l'evento).

Per approfondimenti: A. Damasio, L’errore di Cartesio. Emozioni, ragione e cervello umano, Adelphi, Milano, 1995. Un sito molto completo sul caso di Phineas Gage è quello organizzato da Malcolm Macmillan della Scuola di Psicologia della Deakin University (Australia)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)