Movimento eguale memoria.

Assumere una posizione del corpo simile a quella che avevamo quando abbiamo vissuto un evento o un’emozione, può aiutarci a ricordarli meglio. Lo sostiene una ricerca condotta lo scorso anno da un gruppo della Florida State University e pubblicato su Cognitive Daily. In pratica, sembra che il nostro cervello memorizzi, insieme alle informazioni relative ad un accadimento, anche quelle riguardanti il nostro corpo. Benché possano sembrare a prima vista curiosi, i risultati di questa ricerca non devono sorprenderci: vengono infatti a confermare quanto da anni gli studiosi hanno scoperto, cioè che mente e corpo non agiscono come entità separate. Non c’è una mente cartesianamente distaccata dal corpo che vive la nostra vita, ma corpo e mente lo fanno insieme ed è pertanto naturale che il corpo abbia un ruolo anche nelle funzioni di memorizzazione, tanto per quanto riguarda l’elaborazione dei ricordi che il loro richiamo.

Per riattivare dei ricordi relativi al nostro passato, quindi, possiamo usare la nostra memoria corporea, riproducendo postura e movimenti. Se - per fare un esempio molto banale - l’ultima volta che siamo andati a far visita ad un caro amico abbiamo camminato lungo un viale chiacchierando e ci è successo qualcosa che ora non siamo proprio in grado di ricordare, abbiamo più facilità a risvegliare il ricordo se camminiamo piuttosto che se stiamo fermi.

Questa strategia è da tempo, forse inconsapevolmente, utilizzata dagli attori, quando imparano la parte. Stanislavskij, uno dei più importanti maestri del teatro, ha rivoluzionato l’arte recitativa proprio perché richiedeva ai suoi attori di calarsi nella parte, assumendo movenze e posture tipiche del personaggio che dovevano rappresentare. A suo giudizio, l’attore non doveva risvegliare dentro di sé esperienze provate sulla propria pelle, ma immedesimarsi nel corpo del soggetto e visualizzare ciò che questo avrebbe provato nelle circostanze descritte dal copione. L’apprendimento stesso della parte doveva essere fatto calandosi nei panni (e nel corpo) del personaggio.

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Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)