Il grande potere della distrazione.

Se una persona viene distratta da altri stimoli si dimentica quello che tentava di tenere a mente: come mai? Si parla di interferenza. In condizioni normali la memoria di lavoro decade rapidamente e in genere, se non si tratta di un'esperienza significativa, essa non si trasforma in memoria a lungo termine, cioè non viene consolidata. Se invece l'esperienza è significativa o ci riproponiamo di memorizzarla nella nostra mente (ad esempio un nuovo numero telefonico) essa va incontro al cosiddetto consolidamento. Il consolidamento della memoria può essere turbato da esperienze che si verificano dopo l'esperienza originaria: questo tipo di interferenza si chiama interferenza retroattiva. Immaginiamo ad esempio di mostrare a una persona un cartoncino su cui siano scritte le lettere SLT è di chiederle di ricordare le tre lettere a distanza di tempo, ad esempio dopo 3 oppure 6, 9, 12 o 15 secondi dalla loro presentazione: nell'intervallo questa persona deve contare alla rovescia per due (20,18,16,14 ecc.). In questo modo si ottiene una curva di oblio che dipende dall'interferenza retroattiva: il ricordo diminuisce man mano che aumenta l'intervallo di tempo tra la presentazione delle 3 lettere (o di qualsiasi altro materiale) e la rievocazione.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)