La cocaina divora il cervello, riduce l'attenzione... e la memoria.

Chi assume cocaina ha la corteccia cerebrale di volume ridotto, in particolare nelle aree frontali, importanti per pianificare, prendere decisioni, prestare attenzione, riflettere e memorizzare. Lo hanno scoperto ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston diretti da Hans Breiter, il cui studio è pubblicato dalla rivista Neuron. È possibile - ammette tuttavia la ricerca - che ciò non sia solo un effetto della droga ma anche un fattore innato (cioè una causa della tossicodipendenza più che un effetto) che predisporrebbe l'individuo a drogarsi.

Gli esperti hanno misurato con la risonanza magnetica il volume della corteccia cerebrale di 20 cocainomani e 20 individui che non avevano mai fatto uso della droga: nei primi hanno trovato un volume sempre ridotto per la corteccia frontale, fatto non riconducibile a semplici differenze individuali perchè il volume della corteccia è piuttosto simile tra individui della stessa età e sesso. Inolte, sottoposti a vari test cognitivi per mettere alla prova la loro capacità decisionale e il loro livello di attenzione, prerogative della corteccia frontale, i cocainomani hanno manifestato alcune defaillance rispetto ai sani. Molte di queste differenze nelle dimensioni della corteccia sono proporzionali alla durata della tossicodipendenza e quindi è plausibile siano effetto dell'assunzione di cocaina. Altre però, conclude Breiter, sono indipendenti e potrebbero suggerire l'esistenza di fattori anatomici che predispongano alla dipendenza.

Fonte: riportato da www.corriere.it/salute - 8 ottobre 2008
Foto: courtesy of Flickr (http://www.flickr.com/photos/magreb/1244103573/)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)