La memoria olfattiva e motoria del gatto.

I ricordi dei gatti non sono legati solo a quello che vedono. Lo rivela la ricerca di due scienziati canadesi, David McVea e Keir Pearson, apparsa sulla rivista americana Current Biology. In uno dei test previsti, un micio riusciva ad avvicinarsi alla ciotola con la pappa dopo aver scavalcato un ostacolo basso. Poi l’ostacolo veniva rimosso ma il gatto, riaccostandosi al cibo, sollevava di nuovo la zampa come se ci fosse ancora. La memoria di questi felini, dunque, oltre che su vista, olfatto e istinto, si basa sulle azioni che compiono.
“L’animale si ricorda di un luogo, e di esserci già stato, perché traccia una vera e propria mappa dell’ambiente che lo circonda” spiega Franco Fassola, veterinario esperto di comportamento animale. Grazie a punti di riferimento precisi, riesce a gironzolare nei dintorni e poi ritrova la strada del ritorno; sa sempre dove si trova la ciotola del cibo; ricorda eventuali pericoli, per esempio la presenza di un cane. Insomma, lasciando dei segni che lui identifica, riconosce i posti, si orienta e si sente sicuro. Se, però, perde questi riferimenti, è come se la sua memoria venisse cancellata. Ecco, allora, tre atteggiamenti tipici di un micio che sta disegnando una mappa del territorio in cui vive.
Graffia le tende: I gatti che vivono in appartamento, spesso lasciano il segno su tende, tappeti e divani. Si comportano in questo modo allo scopo di segnare un territorio che considerano di loro proprietà. “Per limitare i danni, si possono mettere nei punti chiave della casa dei graffiatoi: di solito sono in legno, ricoperti di corde” suggerisce Franco Fassola, veterinario. Quelli che, invece, vivono liberi all’aria aperta, in genere graffiano la corteccia degli alberi e i muri. Lo fanno sia per ricordarsi di essere passati da quel posto, sia per segnare i confini del proprio territorio: guai agli altri mici che passano di là.
Strofina il muso sui mobili: È un gesto che il gatto fa spesso, almeno ogni due o tre giorni. Si strofina con il muso contro un mobile, oppure nel posti dove dorme o sulla ciotola. Lo fa per segnare quel punto con i suoi feromoni, le sostanze prodotte dalle ghiandole della pelle. Con la mappa del suo odore, infatti, il micio riconosce i luoghi in cui è già passati e gli oggetti che ritiene di sua proprietà.
Si rintana se trasloca: L’odore dell’imbiancatura, il divano in una posizione diversa o una nuova credenza dove prima c’era la poltrona. Sono tutti cambiamenti che cancellano le tracce lasciate dal micio nell’appartamento. Che si sente disorientato perché non riconosce più la casa. Si ritrova in un ambiente nuovo, e allora si agita, si rintana per un po’ ed esce fuori solo quando la situazione è più tranquilla. A questo punto, esplora la zona e comincia di nuova a lasciare nuovi segni. Per evitare questo tipo di reazione, qualche giorno prima di un trasloco o di uno spostamento di mobili, basta mettere in casa un diffusore a base di feromoni sintetici. La soluzione è valida anche quando si parte con il gatto per trascorrere in un ambiente nuovo le vacanze.

Fonte:http://www.donnamoderna.com/La-mia-casa/Amici-4-zampe/)
Fonte: courtesy of Flickr (gatto osservatore: http://www.flickr.com/photos/babykailan/800637511/)
gatto arrampicatore (/photos/jim_gr/2172698845/)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)