Viaggiare aumenta la memoria. Lo dimostrano gli uccelli migratori ;-) Buon viaggio dunque...

Gli uccelli migratori hanno una memoria spaziale a lungo termine maggiore e migliore degli uccelli stanziali, persino all’interno della stessa specie. Lo ha scoperto e dimostrato la dottoressa Claudia Mettke-Hofmann, ricercatrice del Max-Planck-Research-Centre for Ornithology, che ha studiato la Garden migratrice e la Sardinian (stessa specie della Garden, ma non migratrice).

Ha raccolto degli esemplari dalle nidiate, quando ancora avevano gli occhi chiusi, in modo da essere certa che non avessero maturato alcun tipo di esperienza relativa all’ambiente e all’orientamento nello spazio (quindi studiando differenze di tipo genetico). Quando i piccoli erano pronti per il volo, li ha inseriti per nove ore in un contesto di laboratorio articolato in più vani, uno solo dei quali conteneva del cibo. Gli stessi esemplari sono stati poi reintrodotti in quell’ambiente di laboratorio a distanza di tempo (fino a un anno dopo la prima visita). Ebbene: i ricercatori hanno potuto constatare che mentre gli uccelli di Sardinian vagavano indifferentemente in tutto lo spazio, gli esemplari di Garden migratrice ritornavano e rimanevano preferibilmente nel vano in cui avevano trovato cibo la prima volta.

La memoria spaziale a lungo termine è molto importante per gli uccelli migratori e non lo è per la specie stanziale. Per questo la Mettke-Hofmann ha ipotizzato che proprio il valore adattativo di questa funzione possa spiegare il perché l’evoluzione l’abbia affinata solo negli esemplari migratori. Una memoria migliore consente agli uccelli di arrivare prima nei luoghi di accoppiamento e nidificazione, quindi di scegliere i luoghi più sicuri da occupare. Benché siano necessari nuovi studi, sembra che un ruolo fondamentale sia svolto dall’ippocampo: nella garden migratrice le sue dimensioni aumentano con l’età (non nella sardinian).


Fonte: Claudia Mettke-Hofmann e Eberhard Gwinner, Long-term memory for a life on the move. In: Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), May 13, 2003, vol. 100, no. 10, 5863-5866
Foto: courtesy of Flickr (http://www.flickr.com/photos/quellochevedo/589319730/)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)