Catene di ricordi per migliorare la memoria.

Apprendimento e memoria migliorano quando costruiamo connessioni esterne, vale a dire quando correliamo nuove informazioni con quelle preesistenti. Una delle strategie più utili consiste nel tracciare analogie: la nostra mente, infatti, cerca di analizzare in termini di affinità due situazioni diverse ma che presentino qualche punto di contatto. Ad esempio, se conoscete come funziona un motorino è più facile, attraverso l'uso di analogie, comprendere come funziona un'automobile. Se abbiamo studiato le cause della prima Guerra Mondiale, è più facile cercare di "leggere" la seconda Guerra alla luce di quanto già sappiamo. Nella sua definizione più schematica, il pensiero analogico implica il passaggio da una "fonte" - o realtà - nota a un "bersaglio" - o realtà - ignoto ed è basato sul fatto che esiste una somiglianza tra elementi che appartengono a realtà diverse e che sono presenti o devono essere ricercati, dei parallelismi "strutturali".

Andare alla ricerca di analogie tra quanto si conosce e quanto va appreso è estremamente utile, sia che si tratti di somiglianze di tipo reale (ad esempio le cause della prima e seconda Guerra Mondiale) sia che si tratti di somiglianze di tipo "fantastico" che utilizzano immagini che si fissano nella nostra mente: raffigurarsi una qualche realtà in modo concreto (la forza è un culturista, la lentezza è una lumaca ecc.) può essere utile per agganciare concetti astratti a rappresentazioni concrete. Le informazioni così registrate e rielaborate hanno una migliore possibilità di essere memorizzate in modo duraturo. Questo tipo di rielaborazione viene spesso chiamata col nome di "rielaborazione cognitiva": essa è di gran lunga superiore alle informazioni registrate per via uditiva, visiva o audiovisiva.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)