Che cosa è la memoria semantica.

La memoria semantica è suddivisa in diversi compartimenti e competenze. A prima vista si direbbe che la memoria semantica, che come abbiamo visto riguarda il modo in cui la nostra conoscenza della realtà e del mondo che ci circonda è rappresentata nel cervello, sia suddivisa in categorie e specializzazioni. Ad esempio, in alcuni pazienti descritti dal neurologo americano Antonio Damasio esiste una chiara dissociazione tra la capacità di descrivere oggetti inanimati e quella relativa ad oggetti animati: un asciugamano viene definito un oggetto usato per asciugare le persone, una carriola un oggetto per trasportare le cose, un aeroplano un oggetto che trasporta la gente nel cielo mentre la descrizione di oggetti animati, come un insetto, un uccello, un cane ecc. è totalmente errata e non appropriata. Altri pazienti conservano invece una buona memoria semantica per gli oggetti animati, che vengono descritti in modo appropriato, ma rivelano un'amnesia per gli oggetti inanimati che non riescono ad identificare. Ciò significa che la nostra memoria -o la nostra mente- è una specie di cassettiera in cui vengono ricordati ricordi di un tipo o dell'altro, assortiti in cassetti diversi a seconda di categorie stabilite dal cervello? La spiegazione è probabilmente diversa: la distinzione che facciamo tra animali e piante da un lato e oggetti d'uso dall'altro dipende dal fatto che noi osserviamo i primi mentre usiamo i secondi, e li utilizziamo sulla base di azioni motorie (giriamo un cacciavite, alziamo e spingiamo una carriola, guidiamo una macchina, saliamo su un treno ecc.): ciò crea due diverse categorie nella nostra memoria, proprio perché impieghiamo diverse parti del cervello per riconoscere e ricordare animali oppure oggetti.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)