Che cos’è l’oblio?

Il prezzo del ricordo – scriveva Paul Valéry - aumenta con il tempo. In effetti, come aveva osservato un secolo fa Ebbinghaus, più il tempo passa, più il ricordo si dilegua. Ad oggi gli scienziati non hanno saputo spiegare se si tratta della eliminazione di una traccia oppure semplicemente dello smarrimento della chiave di accesso. Le opinioni sono diverse.

Per esperienza personale, ognuno di noi si rende conto che l’oblio è di norma una esperienza con una diminuzione progressiva, più o meno rapida, dell’intensità del ricordo. Si incomincia con la difficoltà a situarlo in maniera precisa nel tempo, si prosegue con un dileguarsi di dettagli, colori e personaggi. C’è come un annebbiamento dell’acuità della percezione originaria.

In termini scientifici, l’oblio può distinguersi in parziale o completo, in provvisorio o definitivo.

Fonte: Tadié Jean-Yves e Marc, Il senso della memoria, Edizioni Dedalo, 2000

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)