La memoria per la cultura ebraica.

Nel mondo ebraico il rituale rappresenta la memoria degli eventi, come, ad esempio, il banchetto ricorda la circostanza dell’esodo e la norma affidata alla memoria vale come certezza della presenza di Dio nella Storia a protezione del popolo eletto. La memoria è intesa come un valore religioso e garanzia di religione, diventa pertanto strumento di difesa della propria identità e cultura etnica, di resistenza contro gli attentati e i pericoli di cambiamento proveniente dall’interno o dall’esterno.
Come già per gli egizi (e a differenza di quanto è per i greci), la memoria immobile e statica serve per garantire che nulla cambi. Il presente si vuole identico al passato. Strumenti della memoria (e del passato) sono i rituali e le norme: assoluti ed immodificabili.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)