L’edificio immenso del ricordo.

Quando di un remoto passato non sopravvive niente,
dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose,
più fragili, ma più vivaci,
più immateriali, più persistenti, più fedeli,
solo l’odore e il sapore restano ancora a lungo
come anime che ricordano, aspettano, sperano,
sulla rovina di tutto il resto, che portano senza piegarsi,
sulla loro gocciolina quasi impalpabile,
l’edificio immenso del ricordo.

Marcel Proust, La strada di Swann

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)