Una pennichella per aiutare la memoria

La funzione del sonno notturno sulla memoria è da tempo chiara agli studiosi. Ne abbiamo parlato anche su questo blog: il sonno consente alle informazioni di fissarsi e facilita pertanto la memoria (soprattutto quella dichiarativa e quella procedurale).
Nuove ricerche dimostrano che gli stessi benefici si hanno anche con le pennichelle pomeridiane, purché siano sufficientemente lunghe e profonde da consentire la fase NREM (quella in cui si sogna). Masaki Nishida e Matthew Walker, del laboratorio sul sonno della Harvard Medical School (dipartimento di psichiatria), hanno compiuto un esperimento che ha evidenziato il ruolo della pennichella. Ventisei soggetti sani hanno partecipato all’esperimento che consisteva nell’apprendimento mattutino di alcune sequenze motorie (semplici movimenti con la mano sinistra, serie di cinque prese). Dopo la fase di apprendimento, metà campione con criteri casuali è stato invitato a farsi un sonnellino di circa un’ora, mentre l’altra metà del campione è rimasta sveglia. Dopo il riposo, i soggetti sperimentali avevano prestazioni significativamente migliori nell’esecuzione del compito, mentre le prestazioni dell’altro gruppo sono rimaste identiche.
Questo studio ha quindi una doppia importanza: non si limita a confermare quando già si sapeva sul ruolo positivo del sonno sull’apprendimento e la memoria, ma estende queste conoscenze anche al sonno diurno. Per consolidare la memoria, quindi, fatevi un buon sonno: vi sveglierete più attivi e più abili!

Fonte: Nishida, M. & Walker, M. P. (2007). Daytime naps, motor memory consolidation and regionally specific sleep spindles. PLoS One 2: e341. doi:10.1371/journal.pone.0000341

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)