Ancora sulla memoria spaziale (e l’ippocampo) degli uccelli.

In un precedente post, si è visto che l’uccello migratore ha una memoria spaziale (ed un ippocampo) maggiore rispetto agli uccelli non migratori della stessa specie.

La relazione tra ippocampo e memoria spaziale è stata dimostrata anche in altre specie. David Sherry dell’Università dell’Ontario ha studiato in modo particolare i molotri neri. Quando si riproducono, le femmine depositano un uovo non nel proprio nido, bensì in quello di una specie diversa, e così rifanno per vari giorni di seguito (depositano fino a 36 uova in una stagione!). In questa attività non sono aiutate dai maschi, che non ricordano dove le femmine abbiano deposto le uova. L’attività di memorizzazione dei nidi è pertanto prerogativa della sola femmina. Sherry ha potuto documentare che l’ippocampo della femmina è proporzionalmente di dimensioni superiori rispetto a quella del maschio.

Prima di questo studio sui molotri neri, Sherry aveva dimostrato la relazione tra memoria spaziale ed ippocampo nella nocciolaia. Questa specie ha la curiosa abitudine di nascondere il cibo: un singolo esemplare arriva a sistemare fino a trentamila semi in cinquemila posti diversi, in autunno, per poi recuperarli in primavera. Sherry ha riscontrato che le nocciolaie con lesioni all’ippocampo hanno prestazioni inferiori nel ricordare i nascondigli dei cibi.

Gli studiosi stanno cercando ora di chiarire se, nel caso dei molotri, sia l’esperienza che porta all’incremento dimensionale dell’ippocampo o se, viceversa, sia il volume di questo a consentire l’esperienza mnemonica piuttosto sostenuta. Studi che attestano l’incremento dell’ippocampo durante il ciclo di vita sono stati eseguiti non sui molotri, ma sulle cince. In un esperimento condotto da Clayton, le cince che potevano nascondere il cibo hanno sviluppato un volume ippocampale superiori rispetto agli esemplari cui veniva impedito questo comportamento di esplorazione.

Foto molotro nero: courtesy of Flickr (http://www.flickr.com/photos/kenskritters/2174479117/)
Foto nocciolaia: courtesy of Flickr (http://www.flickr.com/photos/detty/2214427190/)
Per maggiori informazioni: sui molotri neri: Sherry D.F. et al, Females have a larger hippocampus than males in the broadparasitic brown-headed cowbird. In: Proceedings of the National Academy of Sciences, 1993, 90, 7839-43; sulla nocciolaia: Sherry D.F. e Vaccarino A.L, Hippocampus and memory for food caches in black-capped chickadees. In: Behavioral Neuroscience, 1989, 103, 308-318; sulle cince: Clayton N.S., Development of food-storing and the hippocampus in juvenile marsh tits (Parus palustris). In: Behavioural Brain Research, 1996, 74, 153-159.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)