Cos'è la memoria?

Ecco la risposta di Alberto Oliverio, uno dei più valenti scienziati e ricercatori che hanno studiato la memoria nel nostro Paese:
Ci sono tanti modi per definire la memoria, anzi i diversi tipi di memoria: una definizione generale può essere quella secondo cui la memoria è la capacità del nostro cervello di registrare esperienze che lasciano una traccia più o meno duratura. Questa traccia implica modifiche che alterano il nostro modo di agire e pensare in modo conscio o inconscio. Tutto sommato è una definizione che ci accomuna agli animali, anche a quelli più semplici, che agiscono in modo diverso dopo aver fatto una particolare esperienza. Ad esempio, quando sfioriamo i "cornetti" di una lumaca questa ritrae la testa nel guscio ma se ripetiamo questa stimolazione per molte volte di seguito le risposte della lumaca diminuiscono; si è abituata a quello stimolo ripetitivo, il che significa che quest'ultimo ha lasciato una qualche traccia nelle trame nervose dell'animaletto. Anche il ricordare come si va in bicicletta a distanza di anni o imparare una lingua straniera richiede memoria: si tratta di memorie diverse, legate alla motricità, ai suoni, ai significati, ma esse hanno in comune il fatto di lasciare una traccia e quindi di modificare il nostro comportamento, rendendoci diversi da ciò che eravamo prima di aver fatto quelle esperienze. Senza memoria non si impara, anche se l'apprendimento non dipende soltanto dalla memoria…

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)