La memoria per i greci. Lo strumento elettivo del cambiamento e dell’evoluzione.

La memoria, per le culture egiziane ed ebraiche (vd precedenti post), doveva garantire l’immobilità e la stabilità. Ricordare è necessario perché il passato deve guidare il futuro, in un’opera continua di emulazione ed adattamento. Rituali e cerimonie sono gli strumenti della memoria e della continuità.

Per i greci, la memoria ha un significato ed un ruolo profondamente diverso. Non ha una funzione di mera conservazione, ma di stimolo dinamico all’evoluzione dell’umanità. La memoria è uno strumento di crescita e di cambiamento. Per questo Mnemosime, la dea della memoria, è la madre di tutte le Muse. Può sembrare un paradosso per noi, che abbiamo ereditato la tradizione giudaico-cristiana della memoria come ancora con un passato da rispettare e venerare. Esiodo ci dice chiaramente che è a Mnemosime e alle sue figlie, le Muse, che appartiene la facoltà di dire ciò che è stato, che è e che sarà. È la memoria (non il passato!) che pone le basi del presente e per il futuro. Come può farlo? È la conoscenza del passato, per i greci, che ci rende capaci di leggere e capire il presente, in modo particolare la sua dinamicità e la sua in-determinatezza. Analogamente, è la conoscenza del presente che permette di decidere il futuro.

La memoria è il simbolo dinamico del flusso incessante, inesorabile del tempo, è lo strumento elettivo per rinnovare il presente, migliorarlo alla luce degli errori del passato e per poter creare il nuovo, creando le condizioni di possibilità per il cambiamento, la trasformazione e il rinnovamento. Questo modello dinamico della memoria confuta l’immobilità e la persistenza totale del ricordo, la definitiva ed inconfutabile verità della norma statale o religiosa. La memoria serve a stabilizzare e a sistemare il passato in un quadro globale, d’insieme della concezione greca dell’universo che risultò a sua volta dinamico, in trasformazione e in divenire. Per i greci la memoria è un sistema d’identità che si realizza attraverso il divenire, la trasformazione.

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)