Nella memoria, la quantità crea la qualità.

"La memoria è un valore divino; è il custode delle nostre ricchezze passate e il garante delle nostre acquisizioni a venire.
Dobbiamo dunque mantenerla e svilupparla esercitandola regolarmente e controllandola. Per esempio, costringendoci a imparare a memoria informazioni di relativa utilità, facendo lo sforzo di ricordare il nome e la fisionomia delle persone, registrando dei dati di fatto.
Ognuno ha le proprie strategie mnemotecniche. Incrociare le modalità sensoriali – associare, per esempio, una parola e una immagine – è un modo per rinforzare la memorizzazione. Assorbire molte conoscenze nuove ne è un altro: la quantità crea la qualità, a un certo livello. Prendere appunti, in corsivo o in “mappa mentale”, è un mezzo efficace per quanto scolastico possa apparire. Ricordare, di tanto in tanto, le informazioni registrate è una pratica da raccomandare.
In ogni modo, scoprire qual è la nostra strategia personale di memorizzazione è un’impresa utile. Essa ci aiuterà a conoscerci meglio e soprattutto a sviluppare una facoltà necessaria per la nostra autorealizzazione.
La capacità dell’oblio è l’altro piatto della bilancia della memoria e non è meno indispensabile: cancellare, abbandonare, annullare delle informazioni inutili o nocive.
Allo stesso modo, una memoria troppo rigida, amministrativa, è un freno al nostro sviluppo e all’espressione della nostra creatività. Le informazioni memorizzate ci appartengono personalmente e abbiamo il diritto di modificarle e di trasformarle a piacere per farle servire ai fini di costruzione di noi stessi".

Da: Hubert Jaoui, La creatività. Amore della vita. Creo quindi sono, BUR, 2000

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)