Un insegnamento zen: il valore dell'esercizio per la memoria e la vita.

Le parole che seguono sono tratte dal piccolo libro di un grande maestro, Shinichi Suzuki. Nato in Giappone, Suzuki è uno dei figli del fondatore della più grande fabbrica di violini del mondo. Ha iniziato a studiare violino solo all’età di diciassette anni credendosi, fino ad allora, incapace di talento musicale (cosa che lo fece soffrire molto nell'infanzia e nell'adolescenza). Studiando, applicandosi, non rassegnandosi mai, è riuscito a dimostrare (con la sua vita e con la sua opera) che il talento è in primis una questione di applicazione ed esercizio. Rimangono memorabili gli spettacoli in cui suonava il violino accompagnato da decine e decine di piccoli virtuosi violinisti. Shinichi Suzuki ha dedicato la sua vita all’insegnamento della musica, ha fondato l’Istituto per l’Educazione del talento e forse qualcuno di voi conosce (o ha frequentato) i centri “Suzuki” per l’educazione al talento musicale, presenti anche nel nostro paese. Ora la parola a Shinichi Suzuki.


Penso che ci siano molti giovani che, dubitando del loro talento, coltivano pensieri suicidi. Ma, invece di vivere così tristemente, senza alcuna speranza, essi si devono dire: “Il talento non è innato, deve essere creato”. Appena si crede in questo, si può riprendere a sperare, anche se il cammino è irto di ostacoli. Quando si è convinti di essere sulla buona strada la fatica e l’impegno hanno un effetto benefico.
[…] Per anni la gente è stata schiacciata da un modo di pensare che, in fondo, è una scusa per evitare lo sforzo di lavorare. Dopo lunghi studi su un esteso periodo di tempo, ho finalmente imparato che l’uomo è il prodotto dell’ambiente che lo circonda… ogni bambino può essere educato, è solo una questione di metodo. Ognuno può educare se stesso, ma è necessario trovare la formula che dà i risultati migliori.
Lo scarso allenamento produce scarse abilità. Bisogna impegnarsi continuamente, anche se è difficile, per acquisire delle abilità superiori. È questo che vorrei imprimere nella vostra mente. Vorrei che vi ricordaste una cosa sola: è necessaria la ripetizione. Appena si impara qualcosa è necessario ripeterla e ripeterla, per padroneggiarla.
La scienza non pretende di spiegare ciò che non può comprendere, quindi le persone che non hanno alcuna nozione scientifica dovrebbero astenersi dal parlare di talento innato, quando si parla di capacità umane. Che cosa sa la scienza delle potenzialità umane alla nascita? Scartiamo a occhi chiusi le sciocchezze che si dicono a proposito del talento: discutere se una persona lo possiede o no è insensato. Evitate queste domande inutili e usate invece tutte le vostre facoltà per crearlo.
[…] L’abilità è una cosa che dobbiamo generare noi stessi e alla quale dobbiamo consacrare tutti i nostri sforzi. Questo significa che dobbiamo ripetere incessantemente un’azione fino a che diventerà parte di noi. È facile a dirsi, ma avere l’energia per farlo è un problema. Molte persone decidono di fare questo o quello, ma non tutte sanno realizzare le loro intenzioni. Incominciano, forse, ma non perseverano e non investono abbastanza energia nei loro sforzi, lasciando le cose a metà. Non è questa l’esperienza di moltissime persone? Sono pochi quelli che seguono con volontà il loro obiettivo e riescono a raggiungerlo. Qualunque sia il lavoro da compiere, la strada del successo è solo questo: non smettere mai. Chiunque può farlo, è solo questione di volontà.
Il raggiungimento di un obiettivo è prodotto dall’energia e dalla pazienza, doti che devono essere esercitate come le altre capacità. Noi dobbiamo crescere con questo principio in mente, altrimenti come potremo lavorare bene? Dobbiamo essere profondamente convinti di questo. Fin dall’inizio, la pazienza e la costanza decidono il nostro destino. Perché? Perché perseverando noi continuiamo ad investire energia per raggiungere un obiettivo, quindi la pazienza necessaria si sviluppa, così la nostra capacità di raggiungere una meta cresce continuamente, ci aiuta a lavorare facilmente e nello stesso tempo rinforza il nostro impegno e la costanza.
[…] In sintesi, quindi: se desideri fare qualcosa, fallo! L’abitudine ad agire è un atteggiamento da acquisire in ogni caso. In effetti è da questo che, nella vita, dipendono i successi o i fallimenti. Allora, come fare? Dovremmo evolvere in modo tale che trasformare i nostri pensieri in azioni diventi una seconda natura. Incominciate, dunque, oggi stesso. E’ più facile dirlo che farlo, sono d’accordo, ma più vi eserciterete, più ne acquisirete l’abitudine.

Questo brano è tratto da: Shinichi Suzuki, Crescere con la musica, Nuova Carisch 1996
(si tratta di un libricino difficile da reperire, ma merita lo sforzo della ricerca e di una lettura ripetuta, meglio se applicata ;-)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)