Dimmi cosa mangi e ti dirò che memoria hai...

Vuoi avere una buona memoria? Impegnati a tavola, prestando attenzione a cosa e a quando mangi. Recenti studi scientifici hanno mostrato che un’alimentazione ricca di grassi può influenzare negativamente sia l’apprendimento che la memoria, confermando quanto la saggezza popolare insegnava da tempo. Ciò che emerge dai nuovi studi, però, è che, se una buona alimentazione è essenziale, da sola non porta ai risultati migliori. Se vuoi eccellere, devi combinare una dieta di un certo tipo con un esercizio fisico mirato.

I segreti alimentari per prepararsi ad un esame o per far lavorare al meglio il proprio cervello sono semplici: usare pochi grassi e limitare i carboidrati (poca pasta, pane e merendine varie!), preferire le proteine (carne, pesce, uova), mai rinunciare a frutta e verdura (apportano tanti sali minerali e vitamine), masticare lentamente e con cura (come dicevano i latini, prima digestio fit in orae, la digestione inizia nella bocca). Non basta: è essenziale frazionare l’apporto alimentare su più pasti (importante la colazione e la merenda) per non sovraccaricare lo stomaco ed evitare quelle digestioni lunghe e faticose che portano a sonnolenza e pigrizia. Purtroppo non sono ad oggi confermate le osannate proprietà del fosforo sulla memoria. Per alcuni è un tonico energizzante per le strutture nervose (ed invitano pertanto a consumare in quantità pesce, formaggi, tuorlo d’uovo, legumi secchi), per altri non vi sono sufficienti dati per suffragare queste teorie. E’ universalmente riconosciuto invece l’effetto negativo degli eccessi di caffè, tè nero, nicotina e di tutti gli stimolanti che possono inibire il sonno (importantissimo per fissare nella memoria quanto si è imparato!). Bere molto è importante, soprattutto l’acqua che depura ed idrata l’organismo.

Se una buona disciplina alimentare è essenziale, però, sembra che non basti se vi proponete obiettivi ambiziosi. Un vero aiuto per le prestazioni cognitive e mnemoniche deriva dalla combinazione di una sana alimentazione con l’esercizio fisico o meglio con dell’esercizio aerobico unito ad esercizi di rilassamento. Meditazione, yoga, esercizi di allungamento e di rilassamento riducono il livello di cortisolo nel sangue, l’ormone dello stress, che influenza negativamente l’apprendimento e la memoria. L’esercizio aerobico (per esempio una corsa o una bella passeggiata all’aria aperta) aumenta il livello di ossigeno del sangue - e quindi al cervello - e “pulisce” la mente, consentendole di lavorare al meglio. Mens sana in corpore sano, dunque, come insegnavano gli antichi. Importante sottolineare che questo vale non solo per i giovani (esperimenti interessanti sono stati condotti sui bambini in età scolare, su adolescenti e giovani adulti), ma anche sugli anziani: l’associazione sinergica di alimentazione ed esercizio non solo previene e tutela da malattie degenerative del sistema nervoso, ma sembra in grado di recuperare abilità perse e restituire memorie che sembravano scomparse.

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Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)