E' possibile recuperare le perdite di memoria?

Col passare degli anni il cervello subisce effettivamente un certo calo dimensionale. Al contrario di quanto normalmente si pensa, tuttavia, l’invecchiamento non comporta gravi perdite in termini di neuroni: ne possediamo 100 miliardi alla nascita e all’età di 100 anni quasi tutti ne hanno ancora 96,35 milardi!

Ma c’è un altro dato nuovo e importante. Fino a un’epoca recente i ricercatori ritenevano che l’uomo possedesse un numero determinato di neuroni perché si erano convinti che, al contrario di altre cellule del nostro organismo, quelle nervose non fossero in grado di riprodursi. Negli ultimi anni, tuttavia, si è scoperto che in una regione del cervello denominata regione sub ventricolare e situata in prossimità della sua base, si formano di continuo nuove cellule. Lo dimostrano gli studi condotti da Arnold B. Scheibel, professore di neurobiologia e psicologia dell’UCLA (University of California, Los Angeles).Da qui i neuroni sarebbero in grado di migrare verso altre aree del cervello, dove svolgerebbero azione di sostegno e miglioramento della funzionalità mentale.

La scienza ha dunque evidenziato che il cervello produce nel tempo nuovi neuroni. E anche se questi, come sembra, non sostituiscono tutti i neuroni che vanno perduti, molti di quelli che rimangono producono ramificazioni e realizzano, con queste, nuove connessioni. L’insieme dei nuovi neuroni e delle nuove connessioni aiuta a mantenere lucida la memoria e acuta la mente ;-)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)