Una tazza di thè fa bene alla memoria.

Inglesi e cinesi hanno buona memoria? Secondo alcuni studi recenti sembrerebbe proprio di sì. Ricerche inglesi (sarà un caso ;-), svolte presso l’Università inglese di Newcastle Upon Tyne, hanno scoperto che il tè inibisce l’attività di alcuni enzimi che possono ostacolare la memorizzazione. Si tratta dell’enzima acetilcolinesterasi (AchE), che interferisce negativamente con l’acetilcolina (tra i principali neurotrasmettitori di molti neuroni del sistema nervoso centrale) e dell’enzima butirilcolinesterasi (BuChE). Non è un caso che entrambi questi enzimi siano fortemente presenti nel cervello dei pazienti di Alzheimer, patologia degenerativa del sistema nervoso caratterizzata da graduale ed irreversibile perdita delle memorie.

Quale tè scegliere, dunque? Per i ricercatori non vi è dubbio: il tè verde è da preferire rispetto a quello nero, almeno per due motivi. I suoi effetti inibitori durano di più (una settimana per il tè verde contro un solo giorno per quello nero) e sembra siano a più ampio raggio (riguardano anche l’attività di beta-secretasi, implicita nel deposito di proteine nel cervello).

Il suggerimento dei ricercato di Newcastle Upon Tyne è chiaro: bevete regolarmente tè verde e tutelerete la vostra memoria. Cosa che non faremo, sempre secondo i ricercatori, con il caffè: gli studi condotti – purtroppo – sembrano riservare simili tonificanti proprietà solo al tè…

Fonte: Cordis (16/11/2004)
Foto: courtesy of Flickr (http://www.flickr.com/photos/thorsten-photography/2043074792/)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)