Sei gufo o allodola? Cerca di capirlo: ti aiuterà a studiare meglio!

Quando la nostra memoria è maggiormente recettiva e studiare costa meno fatica e meno tempo?
In generale, al mattino la nostra mente è più fresca, soprattutto se abbiamo riposato bene e se ci apprestiamo a studiare in un locale ben areato (ricco di ossigeno) e ben illuminato (meglio se alla luce naturale). Un corretto programma di studio dovrebbe prevedere l’utilizzo di alcune ore del mattino per ripetere quanto si è studiato il giorno prima: la ripetizione aiuta, e farlo a mente fresca porta grandi benefici per la memorizzazione. Il pomeriggio, per contro, sembra più indicato per un primo, nuovo studio. Meglio evitare le ore immediatamente successive al pasto, che potrebbero indurre un affaticamento per il lavorio metabolico in corso. La sera si presta per il ripasso di quando si è appreso di nuovo durante la giornata. La notte, è bene precisarlo, va dedicata ad un bel sonno rilassante (preceduto, magari, da una passeggiata all’aria fresca o da un po’ di divertimento: il cervello vi ringrazierà anche di questo ;-)

Se queste sono le regole “generali” di buon senso, però, dobbiamo considerare che non siamo tutti uguali. La cronobiologia, la disciplina che studia i cicli biologici dell’organismo, ha evidenziato come vi siano almeno due tipologie particolari di persone. Possiamo essere “allodole”: ci alziamo senza fatica, carburiamo velocemente e facilmente, rendiamo bene dal primo mattino, il nostro motto è “il mattino ha l’oro in bocca”. Oppure possiamo essere dei “gufi”: in questo caso, alzarci è un peso, preferiamo farlo senza fretta e lungi da noi chi ci crea stress e tensione, ingranare nella giornata senza tensioni è necessità vitale perché solo il pomeriggio è la nostra dimensione elettiva, in costante miglioramento via via che le ore cedono alla prima serata.

Gufi o allodole, ricordiamo che per entrambe le tipologie il sonno è vitale e come novelle Cenerentole è bene farsi trovare pronti all’appuntamento con Morfeo, al massimo per mezzanotte. Il rischio per gli indisciplinati non è solo la perdita di una scarpetta…

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Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)