Inutile studiare per troppo tempo.

Musica, documentari e svago: non solo studiando si impara. Dalle ricerche sul cervello arrivano informazioni utili per chi studia e fra tante discipline, la "neuroscienza dell'apprendimento" è una delle più benevole nei confronti di chi ha un appuntamento con l'esame. Lo spiega Antonio Malgaroli, specialista in neurobiologia dell'apprendimento all'Università Vita Salute San Raffaele di Milano.

D.: Esiste un tetto oltre il quale studiare diventa inutile?
"Intorno a una cinuantina di pagine al giorno. Le nozioni appena lette su un libro si accumulano nell'area del cervello dell'ippocampo, che è composta solo da poche migliaia di neuroni e si satura presto di informazioni. Quando la sua capacità limite viene raggiunta durante il giorno, diventa inutile continuare a riversarvi dati. Bisogna farlo riposare.

D.: Con 50 pagine al giorno si finisce presto fuori corso.
"Cinquanta pagine imparate alla perfezione, non lette e basta. Si tratta di un limite teorico, ma serve a spiegare che una volta superato quel tetto il resto è tempo sprecato o quasi".

D.: Cosa succede quando l'ippocampo è saturo?
"Bisogna dare al cervello la possibilità di ricapitolare le cose imparate e immagazzinarle con ordine nelle altre aree, che sono riservate alla memoria a lungo termine e hanno una capacità infinita, o meglio incalcolabile. Attraverso il sonno, il reservoir dell'ippocampo si svuota e il mattino dopo la mente è di nuovo libera per imparare".

D.: Che ne pensa della musica mentre si studia?
"In teoria la musica sottrae una fetta di mente alla concentrazione. Ma quel che conta sono le abitudini e i gusti personali. Per l'apprendimento, poi, guardare un documentario, ascoltare un testo registrato o leggere un libro sono modi diversi per imparare. Alternarli aiuta a ridurre la fatica e migliroare l'afflusso di informazioni che arrivano all'ippocampo".

Da: La Repubblica di lunedì 20 ottobre 2008, pag. 30
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Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)