Il rapporto tra memoria e immaginazione.

Il declino nella memoria, che avviene invecchiando, può anche significare un'immaginazione meno attiva. Secondo un recente studio dell'Università di Harvard, man mano che passano gli anni diventa sempre più difficoltoso, per le nostre strutture cerebrali, mettere insieme i particolari della nostra vita personale passata. Questo processo involutivo, oltre a rubare furtivamente i ricordi a cui siamo più affezionati, sembra diminuire anche la nostra capacità di immaginazione, supportando l'ipotesi che le zone del cervello deputate alle due attività si basino sullo stesso meccanismo neuronale, e quindi che l'immaginare sia strettamente collegato alla memorizzazione.
Come riporta Daniel Schacter, coordinatore dello studio, quando viene richiesto ai soggetti giovani o meno giovani (età media 25 o 72 anni) non solo di raccontare un episodio personale del proprio passato ma anche di immaginarsi protagonista di un'esperienza futura, gli individui anziani utilizzano un numero decisamente minore e meno dettagliato di particolari rispetto a quelli del gruppo più giovane. I dati suggeriscono anche un'intrigante ipotesi: che il ruolo primario della memoria non sia tanto quello di ricordare il passato, ma di immaginare e preparare il proprio futuro.

Fonte: www.focus.it
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Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)