Impegnarsi fa bene, ma talvolta non farlo è meglio.

Se state lottando per richiamare una parola che siete sicuri di avere sulla punta della lingua, o se continuate a "inciampare" sulla stessa sequenza di note al pianoforte, perseverare nel cercare di ricordare o di rimediare allo stesso errore non è la soluzione migliore. Uno studio condotto all'Università di McMaster, in Canada, avverte infatti che ripetuti tentativi infruttuosi di riportare alla memoria qualche cosa che non ricordiamo potrebbero generare uno schema mentale che ci condanna all'insuccesso. La ricerca ha preso il via dall'esperienza diretta di una delle due autrici che ha notato come, per determinati vocaboli, si trovasse ripetutamente nella situazione di non riuscire a ricordarli ben sapendo di conoscerli perfettamente. Questo ha condotto la ricercatrice a formulare l'ipotesi che l'atto stesso di commettere l'errore, malgrado venisse poi corretto, potesse generare l'apprendimento di quell'errore.

Perseverare non aiuta. Per cercare di capire meglio questo meccanismo, è stato chiesto a un gruppo di studenti di dare il nome ad alcuni oggetti dei quali veniva fornita solo la descrizione. Coloro che non rispondevano subito, ma che sostenevano di avere la parola sulla punta della lingua, sono poi stati esortati a pensarci su, alcuni per 10 secondi e altri per 30 secondi. I risultati hanno svelato che chi aveva passato maggior tempo nel tentativo di ricordare aveva una probabilità maggiore di trovarsi nelle stesse condizioni, per la stessa parola, il giorno successivo. Sembrerebbe quindi che il tempo passato nella condizione di errore rafforzi la via mentale sbagliata che non permette di ricordare. I ricercatori stanno ora cercando di scoprire quale sia il meccanismo che, al contrario, ci toglie dai guai nelle ricorrenze dell'errore. Nel frattempo, se non riusciamo a venire a capo di un problema è meglio abbandonare i tentativi di risolverlo: più ci agitiamo e ci sforziamo e più potremmo affondare nelle sabbie mobili dei meccanismi mentali legati ai nostri sbagli.

Riportato da: www.focus.it (a firma di Susanna Trave)
Foto: http://www.flickr.com/photos/ba-ba-ba-bambolina/2086968504/

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)