La prodigiosa memoria dei delfini.

Sin dall’antichità l’uomo è stato attratto dai delfini. La loro intelligenza, la capacità di nuotare a grandi profondità, la mancanza di fattori coagulanti nel sangue e la loro memoria hanno interessato studiosi e ricercatori di tutti i paesi.

I delfini hanno una straordinaria capacità e velocità di apprendimento e una memoria a lungo termine davvero impressionante. Non si limitano ad imitare pedissequamente e meccanicamente i movimenti che vengono mostrati loro dagli addestratori, per esempio, ma sanno combinare i movimenti, la voce e le intenzioni dell’essere umano per capire che cosa si aspetta che loro facciano.

Il cervello dei delfini ha dimensioni imponenti: un animale che pesa 120 kg ha un cervello di ca 1.7 kg (l’analogo umano avrebbe un encefalo di ca 1.4 kg, ma si noti che le balene hanno di norma cervelli ben superiori, di ca 5-8 kg!) Il cervello dei delfini presenta grandi emisferi e circonvoluzioni molto estese sulla corteccia. Per gli scienziati, le condizioni che hanno favorito questo sviluppo del cervello sono da rintracciarsi nella necessità e capacità del delfino di muoversi in tutte le direzioni (ha richiesto uno sviluppo della corteccia motoria), nel movimento molto veloce (sviluppa la corteccia sensoriale), nell’apparato acustico particolarmente sviluppato (corteccia acustica) e nel tipo di vita fortemente gregario di quest’animale, che ha altresì favorito la formazione di una “cultura” e la trasmissione delle esperienze individuali. Recentemente gli scienziati hanno scoperto che i delfini hanno sviluppato internamente delle forme di linguaggi "dialettali" che identificano le varie “popolazioni” e le differenziano le une dalle altre.

Da sempre circolano leggende “metropolitane” sull’intelligenza e la disponibilità dei delfini rispetto agli esseri umani. Ci sono persone che sono state salvate da attacchi di squali grazie all’intervento dei delfini, altre che sono state accompagnate a riva sul dorso di delfini. In molti posti, ci sono avvistamenti di delfini che sembrano ritornare regolarmente, anno dopo anno, negli stessi posti, addirittura per decenni.

Foto: courtesy of Flickr (http://www.flickr.com/photos/chris_johnson/386098875/)

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)